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"Non per terra né per acqua troverai la (meravigliosa) via che porta agli iperborei" - PINDARO

Nell’antica Grecia, la leggendaria terra degli Iperborei era un paradiso idilliaco, una sorta di Eden pagano. Il popolo dell’Iperborei ha da sempre affascinato greci e latini tanto da essere citato e descritto da molti poeti e filosofi come Omero, Erodoto, Plinio.
Una delle leggende più belle narra di uno sciamano di nome Abaris che, nel corso di un viaggio in Grecia dove seguì gli studi di Pitagora, prima del suo rientro in territorio iperboreo, debellò la peste che stava ormai distruggendo Sparta.
I Greci raccontano di un popolo chiamato Iperborei che vivevano “al di là del vento del nord”. Borea era il loro Dio e gli Iperborei vivevano sapienti e felici su quella terra lontana governata saggiamente dal loro Signore: popolo di giusti, senza odi né guerre.
Secondo alcuni, la terra degli Iperborei, Thule, giace a Nord delle isole Britanniche. Non sappiamo esattamente dove questa isola sia situata, ma si narrava che il Sole era al di sopra dell’orizzonte 24 ore al giorno durante un breve periodo estivo. Thule poteva essere quindi situata vicino al Circolo Polare Artico. Thule è divenuta un’espressione per il più lontano Nord, ma anche il passaggio attraverso il perfetto Cosmo.
Ma cosa può trascendere un mito nordeuropeo che possa essere di paradigma alla ricerca farmaceutica? Le soluzioni ai problemi di salute sono un premio solo talora riservato a chi non teme i percorsi ignoti. In una realta' farmaceutica stringente il mito degli Iperborei, popolo propeso senza paura verso la scoperta di mondi nuovi, ci da l'ispirazione per difendere il sogno, come infinita ombra del vero.